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Lucia Salmaso, la donna che si è innamorata degli pneumatici

Guida la multinazionale Bkt in Europa: è specializzata nelle gomme per trattori e ruspe. Gli inizi con entusiasmo alla Pirelli, la parentesi negli Stati Uniti, poi le difficoltà con la cessione della sua unità agli svedesi: "Ero l'unica in un mondo maschilista". Poi l'incontro...
Andare in India per scoprire che messe insieme la magia e la modernità industriale di quel paese sono la formula perfetta per un traguardo professionale. Tanto da condurre Lucia Salmaso, milanese di Seregno, 59 anni, alla poltrona di amministratrice delegata per l'Europa di Bkt, Balkrishna Industries Ltd, multinazionale indiana di pneumatici Off-Highway, letteralmente 'fuori dell'autostrada'. Head quarter a Mumbai, cinque stabilimenti per settemila dipendenti e 900 milioni di dollari di fatturato, con una quota di mercato del 6 per cento. Una nicchia di prodotto, quella degli pneumatici per i mezzi utilizzati in agricoltura e per il movimento terra. Caso abbastanza raro di una donna al vertice di un settore così spiccatamente maschile e maschilista. Lei tuttavia dice con ironia che "per quanto sia difficile innamorarsi di uno pneumatico, sembra quasi che il nero fumo ti entri nelle vene".

Questa passione, infatti, è scoppiata presto e dura da anni, scandendo l'intera sua carriera. Da Seregno Lucia Salmaso si trasferisce con la famiglia a Milano dove, con il suo diploma dell'istituto tecnico commerciale, trova lavoro in centro, in un piccolo ufficio di import-export per macchine tessili. "Ero la prima di quattro figli e dopo la scuola mi sono dovuta rimboccare le maniche". Di lì a poco viene assunta alla Pirelli al posto di suo padre, secondo una pratica che le grandi aziende attuavano negli anni Ottanta. "Ho trovato un bellissimo ambiente e una straordinaria mentore, Antonella Musatti, allora responsabile della pianificazione strategica, una delle poche donne manager nel gruppo Pirelli". La giovane Lucia lavora come assistente. "Antonella mi ha trasmesso la dedizione e l'attaccamento al lavoro, persino mio padre mi prendeva in giro, mi chiedeva se volevo diventare 'la figlia del signor Pirelli'. Faceva tutto con grande entusiasmo, una persona con un cuore grande, mi ha insegnato a muovermi all'interno del gruppo, mi ha fatto conoscere personaggi di rilievo. Il percorso al suo fianco è stata la mia università".

Per irrobustire la preparazione, Lucia Salmaso segue un corso di marketing e di analisi di bilancio in Bocconi, migliora l'inglese. I frutti arrivano: il primo luglio del 1981 diventa responsabile di parte della pianificazione. È il trampolino di lancio per la crescita professionale. Otto anni dopo quasi un colpo di fortuna: le viene offerta la possibilità di andare negli Usa a fare da trait d'union con una società americana che Pirelli aveva acquisito. "Le mie mansioni nel marketing strategico erano insegnare e trasmettere cultura e modo di lavorare. La sede era a New Haven, nel Connecticut, dov'è l'università di Yale; abitavo in un villaggetto. Con me c'era Matteo, mio figlio, sei anni, nato nel 1983, faceva la prima elementare. Ho cresciuto il bambino da sola, con l'aiuto dei miei genitori, è stato molto faticoso, ma se mi guardo indietro, oggi sono più che contenta, sia del figlio che dell'educazione che sono riuscita a dargli. Ora lui ha la sua famiglia e due bambine".

Nei sei anni di vita negli States, la manager è stata promossa responsabile della sales operation, il comparto vendite, a contatto con i venditori, approfondendo l'analisi dei clienti. "Era un'area nuova per me, è stato divertente e mi ha dato modo di capire bene il mercato americano. Nell'ultimo periodo poi sono passata nell'ufficio del responsabile della finanza e della contabilità".

Rientrata a Milano ad agosto del 1995, le assegnano l'incarico di marketing manager nella business unit agricoltura del gruppo Pirelli, pneumatici per trattori e macchine da giardinaggio. "Era una piccola unità produttiva ma proprio per questo toccavo con mano tutti gli aspetti, dal marketing del prodotto alla parte a me cara, della pianificazione strategica e delle scelte per il futuro".

Ma tre anni dopo il gruppo Pirelli valuta il ramo dei pneumatici agricoli non abbastanza redditizio e lo dismette vendendolo al gruppo svedese Trelleborg, che per un periodo conserva anche il nome Pirelli nel marchio. La condizione posta è l'assunzione di tutti i suoi dipendenti.

Lo stabilimento produttivo della Trelleborg era a Tivoli, a Villa Adriana, a una quarantina di chilometri da Roma, e Lucia Salmaso con i comparti management marketing e ricerca e sviluppo, trasferisce lì armi e bagagli. "Eravamo sei persone, non c'era una struttura per noi, la sede centrale era in Svezia. Mi sono imbarcata, l'ho presa come una nuova avventura, per carattere sono abbastanza positiva e ottimista, anche nelle cose difficili. Così ho costruito un 'ufficio che non c'era', abbiamo portato cultura delle vendite, della logistica e altro ancora. Nel 2000 sono diventata direttore del marketing, abbiamo cominciato ad assumere altre persone che si occupavano di comunicazione di prodotto e di reportistica". Nell'arco di sei anni tanti passi avanti, ma la manager già scalpita, cerca un'altra prospettiva, "avevo bisogno di aria nuova, in quella società non vedevo orizzonti di crescita o di cambiamento, ero l'unica donna in un mondo maschilista. Quel che è peggio, mi sono trovata ad affrontare atteggiamenti e situazioni nei confronti del genere femminile per nulla edificanti, sono entrata in conflitto con i vertici, mi sono vista isolata, una ferita difficile da rimarginare".

Esce dalla società svedese e per sette mesi, da marzo a settembre, si ritrova senza lavoro. Viene in suo aiuto un ex presidente della Trelleborg che le offre un'occasione alla Thule, in Alta Brianza, una fabbrica di catene da neve. "Non era esattamente il mio ideale, ma di fronte alla necessità, ho accettato. Era un'azienda non moderna, con personaggi strani e nevrotici, poco propensi al cambiamento".

A metà del 2008 riprende a cercare un'alternativa, ma sempre nel comparto dei pneumatici agricoli e imbastisce colloqui con Alliance. "Cercavano un direttore per l'Europa, avevo quasi concluso l'accordo per l'assunzione, quando ricevo una telefonata da Arvin Poddar, chairman della indiana Bkt. Mister Poddar, maggiore azionista della compagnia, chiamava da Las Vegas per dirmi che avevano bisogno di un direttore marketing. Erano concorrenti di Alliance e questo istintivamente mi ha frenata. Poi però ho pensato di andare a vedere. Sono partita per l'India, ho avuto due giorni di colloquio con il chairman e il direttore finanza. Al ritorno a Milano, un sabato, avevo il contratto firmato".

Risolutivo è stato l'incontro con mister Poddar, "un uomo illuminato, con un carisma incredibile. Ho conosciuto tanti personaggi importanti ma mai qualcuno con la sua chiarezza di idee e visione prospettica. Da che fabbricava tessuti, 30 anni fa, la famiglia Poddar cogliendo la carenza in India di pneumatici per biciclette e moto, aveva deciso di entrare in questo business e guardando al settore fuori dal suo continente, ha registrato che non esisteva in Europa una marca di medio livello nel mondo dell'agricoltura. Da lì l'iniziativa di puntare sulla produzione di gomme per macchine agricole, giardinaggio e movimento terra".

A gennaio del 2009 Lucia Salmaso ha cominciato a lavorare in Bkt come direttore marketing nella sede europea di Seregno, guarda caso proprio la sua Seregno, "e non mi sono pentita. Se guardo indietro, non sono stata mai tanto felice in vita mia". Uffici che sono l'head quarter del marketing mondiale e per l'Europa curano le vendite di primo equipaggiamento dedicato ai produttori di trattori e macchine industriali e l'assistenza post tecnica. Tra qualche mese aprirà anche un grande magazzino di stoccaggio. La produzione dei pneumatici è tutta in India. Nel 2012 la manager ha raggiunto il top con la nomina ad amministratore delegato. Ha un team di 14 unità, "abbiamo assunto persone con esperienza, a cominciare dal responsabile tecnico per il primo equipaggiamento. È un settore particolare, con regole commerciali e di produzione uniche, non è come vendere un pezzo di ricambio dell'automotive". Sono stati anni buoni, "nel 2017 siamo cresciuti del 18 per cento, il fatturato del primo equipaggiamento si attesta sui 30 milioni". Punta all'export, "vendiamo in 130 paesi nel mondo, l'Europa è il nostro mercato più grande, il resto va in Australia, Stati Uniti, Canada, Sud America, Medio Oriente, Africa. Abbiamo oltre 160 distributori, e concorrenti come Michelin e Trelleborg, che sono dei colossi".
Tutti gli stabilimenti Bkt seguono un processo di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alla salute dei dipendenti e l'uso di tecniche produttive e di materie prime che garantiscono un alto livello qualitativo. Bkt ha un accordo di ricerca e sviluppo con Kultevat, Inc., con sede a St.Louis, in Missouri, per lo sviluppo di nuovi metodi e tecnologie per la creazione delle mescole e la produzione di pneumatici a base della gomma TKS, nuovo materiale sintetico in sostituzione della gomma naturale "che sta per finire". Studi, analisi, sperimentazioni e test saranno svolti nel centro di ricerca e sviluppo "Suresh Poddar Innovation Hub", all'interno del più grande sito di produzione Bkt, a Bhuj, nello stato del Gujarat, a nord di Mumbai.

"Alcune volte mi sento sopraffatta dalle responsabilità. Ho un ottimo team, in cui è inserita gente molto giovane, cinque su 14 hanno meno di 30 anni, portano aria fresca, sono bravissimi con le nuove tecnologie. La responsabile del nostro sito web e dei canali social è in gamba, li usiamo per farci conoscere dai nostri utenti finali. Adoperiamo uno stile giovane e frendly, vivace, non da vecchia azienda, usando nuovi linguaggi".

Con Lucia Salmaso, Bkt ha sponsorizzato per i prossimi tre anni il campionato italiano di calcio di serie B, per avvicinarsi al territorio, "perché giocano in provincia e le province sono legate al mondo agricolo e industriale. Sono più vicini al nostro target. E abbiamo sottoscritto un accordo fino al 2024 anche in Francia per la Coupe della League".

In India vola ogni due mesi, segue molte fiere di settore, viaggia per lavoro in Europa, conduce una vita intensa. "Grazie al cielo per i miei dipendenti, non sono schizzata, la vita non è tutta rose e fiori, ma ho un approccio positivo e cerco sempre la soluzione. Leggo molto, soprattutto i gialli, mi dedico alla casa, vivo a Malgrate, vicino Lecco". Con la sua famiglia ha un ottimo legame, il fine settimana, una volta al mese, è dedicato alle due nipotine che risiedono a Foligno. "Sono i momenti più preziosi, riesco a staccare la spina, mi rigenerano, stare in mezzo ai bambini è un toccasana". Ha ancora degli amici conosciuti più di 45 anni fa a Milano, "facciamo vacanze insieme. Quest'anno sono stata negli Usa con delle amiche, quattro donne in giro per New York".

Alla soglia dei 60 anni, "voglio consolidare questo ufficio, crescere con le vendite e cercare di affermare il marchio Bkt a livello mondiale, comunicare la brand awarness, consapevolezza e reputazione del marchio, e i valori che stanno dietro l'azienda. E magari lasciare a chi verrà dopo una buona situazione. Dal 1995 l'agricoltura è cresciuta, si è evoluta, c'è molta più tecnologia. Noi sviluppiamo tutte le modernità che il mercato ci richiede. Investiamo il cinque per cento del fatturato in ricerca e sviluppo. Per stare al passo non ci si può sedere sugli allori. Il mondo agricolo è molto tradizionalista ma oggi l'approccio è diverso. Tante donne e tanti giovani, gente umile e semplice, ed è bello misurarsi con loro perché ci riportano con i piedi per terra".   

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