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Manovra, il governo pensa ai Pir per le infrastrutture

I Piani individuali di risparmio esentano gli investitori privati dal pagamento delle imposte sui guadagni realizzati. Nati per indirizzare i flussi finanziari verso le Piccole e medie imprese, nel 2017 hanno raccolto 11 miliardi. Gravaglia: "Ne mobiliterebbero 15"
MILANO - Il governo sta studiando per la prossima manovra l'introduzione di 'Pir infrastrutture', Piani individuali di risparmio che, sulla falsariga dei Pir per le Piccole e medie imprese, consenta "con un costo di 100 milioni per la defiscalizzaione" di raccogliere "15 miliardi dal risparmio privato, quasi un punto di Pil, per dare una spinta importante al piano di investimenti pubblici".

Lo ha spiegato all'Ansa il viceministro all'Economia, Massimo Garavaglia. Il nuovo strumento avrebbe le stesse caratteristiche dei Pir, cioè l'esenzione totale della tassazione sui guadagni per i capitali impiegati.

Nell'aprile scorso, in occasione del Salone del Risparmio, era stato fatto il bilancio dell'andamento dei Pir nel 2017, loro primo anno di vita. In quell'occasione è emerso che hanno registrato una raccolta netta di 11 miliardi e un boom di sottoscrittori: nel 2017 sono stati ben 800 mila, rispetto alle stime governative di 120 mila persone. Il patrimonio dei fondi Pir è risultato alla fine dello scorso anno investito per il 43% in titoli non presenti nel Ftse Mib: rispetto al vincolo minimo d portafoglio del 21% in Pmi, indicato dalla legge, i gestori si sono rivolti alle piccole e medie imprese per una quota più che doppia. Due miliardi sono poi stati investiti in bond, in maniera consistente su obbligazioni emesse da società non quotate, ma di grande dimensioni: Fs, Autostrade per l'Italia, Esselunga e Cdp.

I Pir sono strumenti finanziari (possono essere fondi, o polizze) per dirottare il risparmio verso le strutture produttive. Come si spiegava al Tesoro con la presentazione della legge di Bilancio per il 2017,

i risparmiatori, persone fisiche, che indirizzano le loro risorse verso strumenti finanziari di imprese industriali e commerciali italiane ed europee radicate nel territorio italiano, beneficiano dell'esenzione dalle imposte dei proventi derivanti da tali investimenti. Condizione per accedere all’agevolazione è quella di mantenere l’investimento per almeno 5 anni. Sono previsti limiti di investimento di 30mila euro all'anno, 150mila nel quinquennio.

Garavaglia ha aggiornato i numeri di questo trend: "Alla luce dell'enorme successo dei Pir per le piccole e medie imprese, con oltre 18 miliardi di euro raccolti in poco tempo con enorme soddisfazione dal punto di vista degli investitori - ha detto all'agenzia - stiamo pensando di utilizzare uno strumento simile per il programma di investimenti di cui necessita il nostro Paese. Stiamo studiando il 'Pir infrastrutture', che funzionerebbe con la medesima modalità, dando la possibilità ai piccoli risparmiatori di investire nelle infrastrutture". "Questa è la dimostrazione - ha aggiunto - che non servono tante risorse aggiuntive, ma la rimozione di regole stupide e la volontà di intervenire in un settore chiave come quello delle costruzioni e delle infrastrutture".

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