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Putin e il comizio allo stadio. Sostenitori reclutati sul web: Per chi viene ecco 500 rubli

Le segnalazioni che rischiano di rovinare l'apparenza dorata, la squadra unita e compatta come un solo uomo che risponde entusiasta al suo Presidente Putin. Stadio gremito e sostenitori in delirio, tutti in coda per bene a sostenere il loro leader: 130mila persone secondo il Ministero dell'Interno si sono ammassate per ascoltare lo «zar» nell'ambito dell'evento «Per una Russia forte». «Vogliamo che il nostro paese sia prospero e che guardi al futuro, ai nostri figli e nipoti... faremo tutto il possibile per renderli felici», ha detto Putin al pubblico festante. «Insieme siamo una squadra: siamo una squadra vero?» ha chiesto alla folla, che ha risposto con un fragoroso «Sì!». Eppure, c'è un però. Prima del raduno di sabato, sono piovute decine di denunce a gridare all'inganno. Decine di migliaia di russi sarebbero infatti secondo le segnalazioni arruolati per partecipare all'evento. Studenti universitari, impiegati statali e lavoratori di società private sono stati tra quelli sottoposti a pressioni, secondo i siti web dell'opposizione e i post sui social media. Con tanto di istruzioni per l'uso: «organizzatevi in gruppi di non meno di quattro persone e fotografatevi quando arrivate allo stadio», dice una mail, vista dal Guardian, che è stata inviata ai dipendenti di un'azienda con sede a Mosca. «Non dimenticare di ritirare i tuoi cartelloni venerdì!». Un dipendente della compagnia ha detto che temeva che il suo salario sarebbe stato tagliato se avesse disertato.Andrei Kondrashov, portavoce della campagna di Putin, ha negato che qualcuno sia stato costretto a partecipare alla manifestazione. E piovono altre prove schiaccianti: una mail che promette soldi in cambio della presenza. «Uomini e donne, tra i 20 e i 55 anni. Il 3 marzo, per il comizio/concerto «Per una Forte Russia» a sostegno di Vladimir Putin. Pagamento di 500 rubli», circa 6 euro: questo l'annuncio apparso martedì in Russia su un sito web di «rent-a-crowd» e, secondo attivisti e oppositori russi, è una delle prove che all'oceanico comizio, nel colossale Stadio Luzhniki (ex Lenin), sabato pomeriggio a Mosca, gran parte dei presenti erano stati pagati. Ci sono i particolari, chi ha risposto all'annuncio sarebbe stato accolto vicino allo stadio da un uomo identificato come Rodion. «Andremo tutti insieme allo stadio, poi ci rivedremo e avrai i tuoi soldi», diceva ai partecipanti prima di distribuire bandiere e sciarpe del partito ecologico russo. I sondaggi indicano che il 69% dei russi voterà per lui il 18 marzo. A sostegno di Putin, allo stadio, c'erano poi volti noti della cultura, dello sport, e del jet-set russo. «Non vedo nessun altro candidato che possa essere il nostro comandante in capo: Putin è il nostro presidente», ha detto dal palco il regista premio-Oscar Nikita Mikhalkov.

Le segnalazioni che rischiano di rovinare l'apparenza dorata, la squadra unita e compatta come un solo uomo che risponde entusiasta al suo Presidente Putin. Stadio gremito e sostenitori in delirio, tutti in coda per bene a sostenere il loro leader: 130mila persone secondo il Ministero dell'Interno si sono ammassate per ascoltare lo «zar» nell'ambito dell'evento «Per una Russia forte». «Vogliamo che il nostro paese sia prospero e che guardi al futuro, ai nostri figli e nipoti... faremo tutto il possibile per renderli felici», ha detto Putin al pubblico festante. «Insieme siamo una squadra: siamo una squadra vero?» ha chiesto alla folla, che ha risposto con un fragoroso «Sì!». Eppure, c'è un però. Prima del raduno di sabato, sono piovute decine di denunce a gridare all'inganno. Decine di migliaia di russi sarebbero infatti secondo le segnalazioni arruolati per partecipare all'evento. Studenti universitari, impiegati statali e lavoratori di società private sono stati tra quelli sottoposti a pressioni, secondo i siti web dell'opposizione e i post sui social media. Con tanto di istruzioni per l'uso: «organizzatevi in gruppi di non meno di quattro persone e fotografatevi quando arrivate allo stadio», dice una mail, vista dal Guardian, che è stata inviata ai dipendenti di un'azienda con sede a Mosca. «Non dimenticare di ritirare i tuoi cartelloni venerdì!». Un dipendente della compagnia ha detto che temeva che il suo salario sarebbe stato tagliato se avesse disertato.

Andrei Kondrashov, portavoce della campagna di Putin, ha negato che qualcuno sia stato costretto a partecipare alla manifestazione. E piovono altre prove schiaccianti: una mail che promette soldi in cambio della presenza. «Uomini e donne, tra i 20 e i 55 anni. Il 3 marzo, per il comizio/concerto «Per una Forte Russia» a sostegno di Vladimir Putin. Pagamento di 500 rubli», circa 6 euro: questo l'annuncio apparso martedì in Russia su un sito web di «rent-a-crowd» e, secondo attivisti e oppositori russi, è una delle prove che all'oceanico comizio, nel colossale Stadio Luzhniki (ex Lenin), sabato pomeriggio a Mosca, gran parte dei presenti erano stati pagati. Ci sono i particolari, chi ha risposto all'annuncio sarebbe stato accolto vicino allo stadio da un uomo identificato come Rodion. «Andremo tutti insieme allo stadio, poi ci rivedremo e avrai i tuoi soldi», diceva ai partecipanti prima di distribuire bandiere e sciarpe del partito ecologico russo. I sondaggi indicano che il 69% dei russi voterà per lui il 18 marzo. A sostegno di Putin, allo stadio, c'erano poi volti noti della cultura, dello sport, e del jet-set russo. «Non vedo nessun altro candidato che possa essere il nostro comandante in capo: Putin è il nostro presidente», ha detto dal palco il regista premio-Oscar Nikita Mikhalkov.

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